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Centro nascite a Cefalù: da S.Mauro a Termini Imerese, quando la distanza diventa lunga una vita

2016-07-18 — Cronaca

La chiusura del punto nascita dell'Ospedale di Cefalù continua a generare preoccupazione tra gli abitanti delle Madonie. Per le future mamme dei comuni montani come Collesano, San Mauro Castelverde, Geraci Siculo e Gangi, raggiungere l'ospedale di Termini Imerese significa percorrere strade tortuose per oltre un'ora, con rischi concreti per la salute di madre e bambino.

La decisione di chiudere il centro nascite di Cefalù, motivata dal mancato raggiungimento della soglia minima di cinquecento parti annui prevista dalla normativa nazionale, ha scatenato la protesta dei sindaci e delle comunità del comprensorio madonita. I primi cittadini hanno più volte sollecitato la Regione Siciliana affinché venga prevista una deroga per i territori montani e disagiati.

Numerose sono le testimonianze di donne che hanno vissuto situazioni di emergenza durante il trasferimento verso gli ospedali della costa. In alcuni casi i parti sono avvenuti in ambulanza lungo la strada, mettendo a rischio la vita di madre e neonato. Una situazione inaccettabile per un territorio che già soffre di carenza di servizi essenziali.

I comitati cittadini chiedono la riapertura del punto nascita di Cefalù o, in alternativa, la realizzazione di una Casa del Parto a Collesano che possa garantire assistenza qualificata alle gestanti del comprensorio. Il dibattito resta aperto e coinvolge le istituzioni a tutti i livelli.

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